NewsCollirio monodose o multidose: quali differenze ci sono?

1 Settembre 2026

Quando si acquista un collirio monodose o multidose, la differenza più evidente sembra riguardare semplicemente il contenitore. Da una parte ci sono piccole fiale da utilizzare singolarmente, dall’altra flaconi pensati per più applicazioni. In realtà, dietro queste due formulazioni ci sono differenze che riguardano conservazione, rischio di contaminazione, presenza di conservanti e modalità di utilizzo.

La scelta non dipende soltanto dalla praticità. In particolare, chi utilizza frequentemente lacrime artificiali o altri prodotti oftalmici può imbattersi nella dicitura “senza conservanti” e chiedersi perché questa caratteristica sia così importante per un prodotto destinato agli occhi.

Capire cosa cambia tra collirio monodose e multidose aiuta a utilizzare correttamente il prodotto e a comprendere perché non tutte le formulazioni siano adatte alle stesse esigenze.

Collirio monodose o multidose: cosa significa?

Un collirio monodose è confezionato in piccoli contenitori che racchiudono una quantità limitata di soluzione. Una volta aperta la fiala, il prodotto deve essere utilizzato secondo le indicazioni riportate sulla confezione e l’eventuale residuo non va conservato oltre il periodo previsto dal produttore.

Il collirio multidose, invece, è contenuto in un unico flacone dal quale vengono erogate più gocce nel corso di giorni o settimane. Dopo la prima apertura, può essere utilizzato entro il periodo specificato nel foglietto illustrativo o sulla confezione.

La differenza potrebbe sembrare esclusivamente pratica, ma la possibilità di aprire ripetutamente lo stesso contenitore pone una questione importante: come evitare che la soluzione venga contaminata dai microrganismi?

Perché nei colliri vengono utilizzati i conservanti?

Ogni volta che un flacone multidose viene aperto e utilizzato può entrare in contatto con l’ambiente esterno. Per questa ragione, alcune formulazioni contengono conservanti, sostanze che contribuiscono a limitare la proliferazione microbica durante il periodo di utilizzo.

Uno dei conservanti storicamente impiegati nei prodotti oftalmici è il benzalconio cloruro, noto anche come BAK. Non è però l’unico sistema disponibile e le formulazioni possono differire notevolmente tra loro.

La presenza di un conservante svolge quindi una precisa funzione legata alla sicurezza microbiologica del prodotto. Questo non significa, tuttavia, che sia sempre necessario utilizzarlo: le tecnologie di confezionamento permettono infatti di realizzare anche colliri multidose privi di conservanti.

Perché esistono i colliri senza conservanti

La superficie dell’occhio è particolarmente delicata. In alcune persone, soprattutto in caso di utilizzo molto frequente o prolungato, determinati conservanti possono contribuire a provocare irritazione della superficie oculare o risultare meno tollerati.

Il problema può assumere maggiore rilevanza per chi soffre di occhio secco e necessita di applicare lacrime artificiali più volte durante la giornata, oppure per chi segue terapie oftalmiche continuative.

Per rispondere a queste esigenze sono disponibili formulazioni senza conservanti, sia monodose sia multidose. La loro scelta deve comunque essere valutata sulla base del tipo di prodotto, della frequenza di utilizzo e delle condizioni dell’occhio.

“Privo di conservanti”, inoltre, non significa automaticamente “migliore” in assoluto: significa che il prodotto utilizza una formulazione e un sistema di conservazione differenti, che possono risultare particolarmente indicati in determinate circostanze.

Come può un flacone multidose essere senza conservanti?

Questa è probabilmente la caratteristica meno intuitiva. Se il conservante serve a limitare la contaminazione, come può un collirio multidose senza conservanti rimanere utilizzabile dopo l’apertura?

Alcuni flaconi sono progettati con particolari sistemi di erogazione che impediscono o limitano l’ingresso dei microrganismi all’interno del contenitore. Possono essere utilizzate valvole, membrane o sistemi filtranti che consentono l’uscita della goccia mantenendo protetta la soluzione residua.

Il contenitore, quindi, non è un semplice involucro: diventa parte integrante del sistema che permette di preservare il prodotto.

È anche per questa ragione che non bisogna travasare un collirio in altri recipienti o modificare il suo sistema di erogazione.

Quando può essere preferito il formato monodose?

Il collirio monodose presenta alcuni vantaggi. Il contenitore viene aperto al momento dell’utilizzo e la soluzione al suo interno non è sottoposta alle ripetute aperture tipiche di un flacone tradizionale.

Molti prodotti monodose sono formulati senza conservanti, caratteristica che può essere utile per occhi particolarmente sensibili o quando è necessario effettuare applicazioni frequenti.

Il formato può risultare pratico anche per un utilizzo occasionale, perché permette di aprire soltanto la quantità necessaria senza dover iniziare il periodo di validità dopo l’apertura di un flacone più grande.

È però fondamentale rispettare le istruzioni del singolo prodotto: una fiala monodose non deve essere conservata e riutilizzata arbitrariamente soltanto perché contiene ancora del liquido.

Quando è più pratico il formato multidose?

Il collirio multidose può risultare più comodo quando il prodotto deve essere applicato con una certa regolarità. Un unico flacone permette infatti di effettuare numerose applicazioni senza dover aprire ogni volta una nuova fiala.

La disponibilità di sistemi multidose senza conservanti consente inoltre di combinare questa praticità con le esigenze di chi necessita di formulazioni specifiche.

La scelta tra i due formati, quindi, non può essere stabilita soltanto sulla base della presenza o meno dei conservanti. Bisogna considerare anche frequenza di utilizzo, caratteristiche della formulazione, indicazione del prodotto e modalità di conservazione.

Gli errori da evitare quando si utilizza un collirio

Indipendentemente dalla scelta tra collirio monodose o multidose, una corretta applicazione è essenziale per ridurre il rischio di contaminazione.

È importante:

  • lavare le mani prima dell’applicazione;
  • evitare che la punta del contenitore tocchi occhio, ciglia, palpebre o dita;
  • richiudere correttamente il flacone quando previsto;
  • rispettare le condizioni di conservazione indicate;
  • non utilizzare il prodotto oltre il periodo previsto dopo l’apertura.

Un collirio non dovrebbe inoltre essere condiviso con altre persone, anche quando i sintomi sembrano simili.

Attenzione alla durata dopo l’apertura

Un altro aspetto importante riguarda la validità del collirio dopo l’apertura. La data di scadenza riportata sulla confezione si riferisce generalmente al prodotto correttamente conservato e ancora integro.

Dopo l’apertura, invece, può essere previsto un periodo di utilizzo più breve, che varia in base alla formulazione e al sistema di confezionamento. Non esiste quindi una regola valida per tutti i colliri.

Annotare la data della prima apertura può essere utile, soprattutto quando il prodotto viene utilizzato occasionalmente. In caso di dubbi, è necessario fare riferimento alle indicazioni del produttore o chiedere consiglio al farmacista.

Quale collirio scegliere?

La scelta tra collirio monodose o multidose dipende innanzitutto dal motivo per cui il prodotto viene utilizzato. Lacrime artificiali, prodotti lubrificanti e medicinali oftalmici non sono equivalenti e possono avere modalità di utilizzo molto differenti.

In presenza di occhio secco persistente, arrossamento frequente, dolore, secrezioni, alterazioni della vista o altri sintomi oculari che non si risolvono, è importante non continuare ad utilizzare autonomamente prodotti diversi nel tentativo di trovare quello più adatto. Una valutazione medica può essere necessaria per individuare la causa del problema.

Il farmacista può invece aiutare a comprendere le caratteristiche delle diverse formulazioni e le corrette modalità di utilizzo. Sapere cosa distingue un collirio monodose da uno multidose e quale funzione abbiano i conservanti permette di leggere con maggiore consapevolezza le informazioni riportate sulla confezione e utilizzare correttamente un prodotto destinato a una parte particolarmente delicata come l’occhio.