Chi pratica sport con regolarità, soprattutto a livelli intensi, può trovarsi di fronte a referti ematici con valori apparentemente “fuori norma”. Questo genera spesso preoccupazione, ma è importante sapere che alcune alterazioni sono fisiologiche negli sportivi e vanno lette nel contesto dell’attività svolta, dello stato di allenamento e del momento in cui è stato effettuato il prelievo.
Interpretare correttamente gli esami del sangue negli sportivi significa distinguere tra adattamenti normali all’esercizio fisico e segnali che meritano un approfondimento medico.
Perché lo sport può modificare i valori del sangue
L’attività fisica, soprattutto se intensa o prolungata, induce una serie di adattamenti metabolici, muscolari e ormonali. Durante e dopo l’esercizio, l’organismo risponde a uno stress controllato che può riflettersi temporaneamente sui valori ematici.
Fattori come:
- intensità e durata dell’allenamento
- tipo di sport praticato
- recupero insufficiente
- stato di idratazione
- momento del prelievo
possono influenzare in modo significativo alcuni parametri di laboratorio.
Valori che possono risultare alterati negli sportivi
Creatinchinasi (CK o CPK)
La creatinchinasi è uno degli enzimi più frequentemente elevati negli sportivi. È un indicatore di stress e microdanno muscolare.
Dopo allenamenti intensi, gare o lavori eccentrici, la CK può aumentare anche in modo marcato senza indicare una patologia.
Il valore va interpretato considerando:
- il tipo di allenamento recente
- la presenza o meno di dolore muscolare
- l’andamento nel tempo
Un singolo valore elevato, in assenza di sintomi, non è di per sé allarmante.
Transaminasi (AST e ALT)
Le transaminasi sono spesso associate al fegato, ma l’AST in particolare è presente anche nel muscolo.
Negli sportivi, un aumento lieve o moderato delle transaminasi può essere legato allo sforzo muscolare e non a un problema epatico.
La valutazione va sempre fatta nel contesto clinico e, se necessario, con controlli successivi.
Emoglobina e globuli rossi
Negli sportivi di endurance si può osservare una cosiddetta “pseudoanemia dello sportivo”, dovuta a un aumento del volume plasmatico.
In questi casi l’emoglobina appare lievemente ridotta, ma la capacità di trasporto dell’ossigeno è adeguata.
È un adattamento fisiologico e non va confuso con una vera anemia.
Ferritina
La ferritina è un parametro fondamentale, soprattutto negli sportivi.
Valori bassi possono indicare una riduzione delle riserve di ferro, anche in assenza di anemia conclamata.
Negli sportivi, il ferro è essenziale per:
- prestazione
- recupero
- prevenzione della fatica cronica
Un valore borderline merita attenzione, ma non va interpretato in modo isolato.
Urea e creatinina
Urea e creatinina possono risultare lievemente aumentate negli sportivi, in particolare in caso di:
- elevato apporto proteico
- disidratazione
- allenamenti intensi
Anche in questo caso, il dato va valutato nel contesto e spesso normalizza con una corretta idratazione e recupero.
Elettroliti (sodio, potassio, magnesio)
L’attività fisica, soprattutto in condizioni di caldo o sudorazione intensa, può alterare temporaneamente gli elettroliti.
Squilibri lievi sono comuni e spesso legati a perdita di liquidi e sali minerali.
Valori persistentemente alterati, invece, richiedono una valutazione medica.
Quando i valori del sangue alterati negli sportivi non devono preoccupare
Non bisogna allarmarsi quando:
- l’alterazione è lieve
- è presente un allenamento intenso nei giorni precedenti
- il valore tende a normalizzarsi nel tempo
- non sono presenti sintomi
Negli sportivi, il singolo valore ha meno significato dell’andamento nel tempo.
Quando è importante approfondire
Esistono però situazioni in cui è corretto non sottovalutare i risultati degli esami. Valori marcatamente alterati, che persistono nel tempo o che si accompagnano a sintomi come stanchezza eccessiva, crampi frequenti o un calo della performance, meritano sempre un approfondimento medico. Lo stesso vale quando le alterazioni riguardano parametri che non sono normalmente influenzati dall’attività fisica. In questi casi, interpretare autonomamente il referto può portare a errori o a ritardi nella diagnosi.
Il confronto con il medico rimane l’unico modo sicuro per distinguere un adattamento allo sport da un segnale che richiede attenzione.
Gli esami del sangue consigliati per chi pratica sport intensi
Chi pratica attività sportiva intensa o regolare dovrebbe eseguire periodicamente un controllo ematico che includa:
- emocromo completo
- ferritina e assetto marziale
- creatinchinasi
- transaminasi
- funzionalità renale
- elettroliti
- glicemia
La frequenza e l’estensione degli esami vanno sempre personalizzate in base allo sport praticato e alle caratteristiche individuali.
Il ruolo del medico e del farmacista
Il medico è la figura di riferimento per interpretare correttamente gli esami e valutare eventuali approfondimenti.
Il farmacista può supportare lo sportivo nella comprensione generale dei parametri, nell’orientamento su integrazione, idratazione e corretto stile di vita, senza mai sostituirsi al medico nella diagnosi.


